Juan Eugenio Ochoa

Biografia

Juan Eugenio Ochoa nasce a Medellin, Colombia, nel 1983.
Dopo aver conseguito il Diploma di Laurea in Medicina, ha realizzato studi di ricerca in Cardiologia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ottenendo il titolo di dottorato nel luglio 2013.
Ha conseguito il diploma di Bienno specialistico in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel luglio 2013 con la tesi “Caratteri della Pittura Analitica Italiana e rapporti con la Pittura Europea”
Ha realizzato diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
Vincitore e Finalista di alcuni premi Nazionali ed Internazionali.
Vive e lavora a Milano.

Appunti sulla pittura di Juan Eugenio Ochoa

a cura di Claudio Cerritelli

La riflessione sulle proprietà del colore e sulle strutture compositive è stata per Juan Eugenio Ochoa l’orizzonte di riferimento iniziale per apprendere i fondamenti della disciplina pittorica durante il periodo di formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. L’interesse per il colore-luce si è in seguito sviluppato attraverso la conoscenza storica delle ricerche pittoriche contemporanee, dagli alfabeti dell’astrattismo alle implicazioni scientifiche della percezione, dal costruttivismo geometrico alle conseguenti forme dell’arte aniconica. In particolare, Ochoa ha esplorato l’albero genealogico della cosiddetta Pittura Analitica, area di ricerca che negli anni Settanta del secolo scorso è stata caratterizzata da esperienze disseminate in Italia e in Europa. Quest’indagine è servita per assimilare le ragioni del dibattito sulla pittura e sulle prospettive del suo ruolo, rafforzando la convinzione che non vi può essere pratica del dipingere disgiunta dalla coscienza delle sue radici storiche, spazio di riferimento che dalla concettualità del “grado zero” si è amplificato verso un insieme di differenti prospettive analitiche. In questo senso, Ochoa ha studiato le componenti basiche del colore, ha scelto di lavorare su strutture compositive primarie, sviluppando una ricerca sulle trasparenze del colore in rapporto all’aspetto strutturale della forma. Questo misurato esercizio metodologico (forse rafforzato dall’attitudine scientifica della sua parallela professione di medico) ha mostrato le possibilità della disciplina pittorica di esaltare il sistema compositivo dell’immagine, attraverso la sequenza di fasce cromatiche disposte verticalmente e proporzionate alla dimensione della superficie. Questa ricerca è stata adottata per far emergere il rigore strutturale della forma astratta, inoltre per affermare il primato della superficie bidimensionale, luogo di sospensione dei significati narrativi, schermo attraversato da variazioni di luce che riflettono analiticamente su proprio divenire percettivo, senza altro riferimento che il colore stesso.
Dopo questa fase d’integrale dedizione ai problemi della costruzione aniconica, Ochoa ha sviluppato la compresenza di due piani di configurazione cromatica, un versante astratto-strutturale e un referente iconico figurale, l’uno necessario alla percezione dell’altro. Dalla reciproca tensione di questi elementi apparentemente inconciliabili, è nata la possibilità di unificare la percezione totale del campo astratto e la morfologia particolare della forma umana, sintesi tra rarefatti valori atmosferici e misurate presenze figurali, congiunzione simbolica di ambivalenze visive e visionarie che afferiscono nella stessa immagine.
Ochoa sta seguendo questo programma di ricerca basato sulla sovrapposizione di due “indici visivi” (astrazione e figuralità) che costituiscono la nuova identità rappresentativa delle opere attuali. In esse si avverte una continuità con le ricerche precedenti, in quanto l’immagine è costantemente sottoposta alle regole e alle procedure della pittura a olio, rigorosa scelta tecnica che esalta il valore delle trasparenze, la qualità della luce dipinta, mai riducibile al puro gioco ottico. Spazialità costruttiva e codice figurale determinano la soglia del visibile come continua interrelazione tra superficie e profondità, tra velo luminoso del colore e apparizione di figure indistinte e fantasmatiche. I volti sembrano emergere da spazi distanziati nel tempo, dal ritmo susseguente delle fasce cromatiche e dalle loro variazioni, il profilo morfologico è avvolto da bagliori che li allontanano da una precisa definizione, dalla possibilità di essere identificabili. Quando l’artista si affida a grandi dettagli significa che intende amplificare la singola citazione figurale dilatandone l’apparizione nello spazio evanescente. La sensazione è che gli sguardi enigmatici dei volti appaiano in silenzio dietro il velo della luce, che siano sempre sul punto di rivelarsi, di comunicare indicibili pensieri, in realtà è proprio il senso di sospensione a caratterizzare l’inesplicabile situarsi dell’immagine, al confine di se stessa. Questa sensazione si rafforza con la presenza di figure intere, corpi che volteggiano nella luce assumendo diverse posizioni, differenti modi di porsi in relazione con le geometrie spaziali. Ciò che conta non è la riconoscibilità del soggetto ma l’energia dello spazio-luce in cui ogni figura è immersa, in uno stato di costante fusione con l’atmosfera circostante.
Se all’inizio del percorso Ochoa definiva la sua ipotesi rappresentativa con il termine “lirica-analitica”, magico punto d’incontro tra realtà osservata e forma immaginata, nella recente serie di opere si potrebbe parlare di una linea “iconica-analitica”, sintesi astratto-figurale, duplice soglia mentale del dipingere, in bilico intorno al lento disvelarsi dell’immagine, misterioso luogo di slittamenti e variazioni percettive che seducono lo sguardo.

Biography

Juan Eugenio Ochoa was born in Medellin, Colombia, in 1983. He graduated in Medicine in 2007 and then obtained a PhD degree in Cardiovascular Research at the University of Milan-Bicocca. During the period 2011-2013 he attended the department of Visual arts at Brera Academy of Fine Arts in Milan obtaining a master degree in Painting in 2013.

Solo exhibitions: 2015: Iconica-Analitica, Curated by Claudio Cerritelli. Galleria Ghiggini, Varese; 2015: «Lirica Analitica», Curated by Erica Capozza, Sala dei Cloni, Caravaggio; 2015: «Lirica Analitica», curated by Claudio Cerritelli, Spazio 110, Vicenza; 2013: “Lirica-Analitica”,KOINÈ fair, Vicenza, Curated by Andrea del Guercio. Biennale: VI Biennale Giovani Monza, 2015. Palazzo dell’Arengario Monza; 56 Biennale di Venezia, collateral Italia Docet, Laboratorium, Palazzo Barbarigo-Minotto, 2015; XI Edizione Genova Art expo, 2015; VI Biennale di Genova, 2015.

Awards: Winner (First Place Painting section) XI Premio Nazionale delle Arti “Premio Claudio Abbado” Rome, 2015; Winner Lynx Prize, Trieste, 2015; Winner XIV Ghiggini Art Prize, Varese, 2015; Winner YICCA Prize, Lugano, Switzerland, 2014; Winner IV Premio Nazionale Opera, Ravenna, 2014; Winner Premio Nazionale per la Pittura Maimeri, Fondazione Maimeri and Rivista Academy of Fine Arts, Milan, 2012.

opere/works